Purè di fave con riduzione di cipolle al miele

Ingredienti  

500 g di fave secche e decorticate Bioalberti

2 cipolle rosse di Tropea

2 cucchiai di miele millefiori ( potete usare qualunque miele chiaro o comunque non aromatizzato )

2/3 foglie di alloro

Olio e sale q.b.

Procedimento

Noi abbiamo usato le fave biologiche Bioalberti. Prendete il sacchetto e sciacquate le fave poi mettetele a bollire coperte di acqua con le foglie di alloro. Portate a bollore togliendo ogni tanto la schiuma che si forma in superficie.

Nel frattempo lavate e fate a striscioline le cipolle e rosolatele in padella con l’olio ed un bicchiere di acqua. Aggiungete il sale e quando saranno appassite incorporate il miele. Se non sono tenere alla forchetta aggiungete un altro pochino di acqua, fate stringere un po’ poi spegnete il fuoco.

Controllate le fave e quando sono quasi cotte aggiungete il sale, togliete le foglie di alloro e con un frullatore ad immersione ricavate un purè. Versate un filo di olio a crudo e mescolate.

Impiantate ultimando ciascuna porzione con la riduzione di cipolle al miele.

Angel-cake

L’Angel-cake, nota anche come Angel Food Cake, letteralmente “Torta degli angeli” è una torta di origini americane, molto nota per la sua leggerezza, sia in termini di peso, per la mollica leggerissima, sia nel senso che non contiene grassi di alcun tipo. A donarle la sua consistenza molto soffice sono gli albumi, che rappresentano l’ingrediente principale di questa torta e che vengono montati a neve insieme al cremor tartaro, che è un agente lievitante adatto anche a chi è intollerante al lievito chimico.

La cosa essenziale per realizzarla è innanzitutto quella di munirsi di un apposito stampo fatto a ciambella, molto alto (almeno 10 cm) e con una base estraibile e dei piedini che permettono al dolce di essere raffreddato a testa in giù. Se non avete questo stampo specifico potete comunque utilizzare uno stampo a ciambella, possibilmente molto alto, e quando dovete far raffreddare il dolce metterlo a testa in giù appoggiato sul collo di una bottiglia.

Altro elemento importante per preparare l’Angel-cake è utilizzare degli albumi d’uovo a temperatura ambiente, quindi se conservate le uova in frigorifero tiratele fuori almeno 2-3 ore prima di utilizzarle per riportarle alla giusta temperatura.

Detto questo segnate gli ingredienti che vi occorrono per la nostra Angel-cake:

270 g di zucchero a velo

170 g di farina 00

8 gr di cremor tartaro

un pizzico di sale fino

Vanillina

un aroma a piacere (es.limone, mandorla, vaniglia)

500 g di albumi (10/12 uova circa a seconda della grandezza )

Procedimento

Per preparare l’Angel-cake mettete gli albumi nella ciotola di una planetaria e lavorateli bene a neve fermissima (ci vorranno almeno 10 minuti). Mentre montano gli albumi unite il cremor tartaro, l’aroma che avete scelto e 3/4 dello zucchero a velo.

A questo punto unite a mano la farina setacciata col resto dello zucchero a velo e mescolate delicatamente amalgamando con una spatola dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi, fin quando non l’avrete incorporata tutta. Terminate con un pizzico di sale. Trasferite delicatamente il preparato nello stampo per chiffon cake senza imburrarlo, livellate la superficie ed infornate il dolce in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

 

Al temine del tempo verificate la cottura con uno stecchino ma lasciate ancora 5 minuti in forno spento, poi potete sfornate il vostro dolce. A questo punto lasciatelo raffreddare a testa in già sugli appositi piedini (o in alternativa come spiegato sopra).

Quando sarà completamente freddo dovrebbe scivolare giù da solo altrimenti provvedete voi con l’aiuto di una spatola o con la lama di un coltello che farete scorrere lungo il bordo dello stampo; la base dovrebbe rimanere attaccata, quindi ripetete l’ operazione per staccare anche  la base e sistemate il dolce su un piatto, capovolgendolo a testa in giù.

La vostra Angel-cake è pronta, decoratela come volete poi spolverizzatela con abbondante zucchero a velo e servitela!

 

 

Pagnotta con grano duro Senatore Cappelli

Vi siete mai chiesti perché si parli di farina di grano duro Senatore Cappelli per indicare questa varietà di frumento? Essa prende il nome dal senatore abruzzese Raffaele Cappelli ed è nata solo 100 anni fa ad opera degli studi di miglioramento genetico che il genetista maceratese Nazareno Strampelli, portò a termine nel 1915 nella Masseria Manfredini di Foggia, che era di proprietà del senatore in questione.

Il genetista aveva concentrato le sue ricerche sugli incroci di semi provenienti da diverse parti del mondo e riuscì a selezionare una varietà di grano duro autunnale con buone qualità di adattamento e idoneità alla pastificazione, lavorando soprattutto sulla varietà locale tunisina Jenah Rhetifah. Il grano ottenuto divenne un successo tra gli agricoltori italiani tra gli anni ‘20 e ‘30 poiché, nonostante fosse molto alto e suscettibile all’allettamento, era infatti molto più produttivo dei grani duri utilizzati in precedenza e portò le rese dalle 0,9 tonnellate per ettaro del 1920 a 1,2 della fine degli anni ’30.

La varietà ottenuta, non appena entrò in produzione, contribuì notevolmente alla crescita della cerealicoltura e dell’industria agroalimentare italiana, nonché al miglioramento genetico del grano duro.

Il grano Senatore Cappelli è molto apprezzato dai consumatori ed in Italia viene coltivato soprattutto al Sud – Puglia, Basilicata, Sicilia – ma lo troviamo anche in Sardegna ed in alcune regioni dell’Italia Centrale.

Noi abbiamo utilizzato una materia prima così importante per realizzare il nostro pane, segnate gli ingredienti che vi occorrono per la pagnotta che vedete in foto:

250 g farina di grano duro Senatore Cappelli

250 g farina di grano tenero tipo 2

300 ml di acqua (60% della farina)

5 g di sale o 1 cucchiaino

150 g di lievito madre

Procedimento

Impastate in una planetaria con gancio a uncino le due farine setacciate con l’acqua, il sale ed il lievito.

Lasciate andare fino a quando l’impasto si staccherà dai lati e risulterà attaccato al gancio ( più o meno un quarto d’ora).

Spegnete la planetaria e con l’aiuto delle mani staccate tutto l’impasto dal gancio e lasciatelo riposare nella stessa planetaria per circa tre ore a temperatura ambiente.

A questo punto ricavatene un panetto, lavorate un pochino a mano e fate qualche piega poi trasferitelo in una scodella con un canovaccio e chiudete con un coperchio o con della pellicola e lasciatelo coperto a lievitare in frigorifero per 48 ore.

Per procedere con la cottura scaldate il forno statico a 250°; ponete sul fondo del forno un pentolino con dell’acqua che lascerete solo per la prima mezz’ora di cottura.

Riprendete il pane dal frigorifero e trasferitelo capovolgendolo direttamente su una teglia infarinata; se volete potete cospargere sul pane della farina con cui livellerete in modo uniforme la superficie con l’aiuto delle mani; incidete, infine, il pane eseguendo dei tagli a piacere. Questa operazione vi farà ottenere un bellissimo effetto a cottura ultimata.

Appena il forno giunge a temperatura infornate il pane e lasciate cuocere i primi 5 minuti a 250°poi abbassate la temperatura a 170° e proseguite la cottura per un’ora o fino a quando non risulterà ben dorato in superficie.